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Amsterdam

Tra cultura e trasgressione

Info Rapide

Stato:
Olanda, Paesi Bassi
Regione:
Olanda Settentrionale
Lingua parlata:
Olandese
Moneta:
Euro
Documenti:

Area Schengen: carta d’identità o passaporto

Extra U.E.:soggiorni di breve durata (3 mesi) passaporto valido per almeno tre mesi dopo la data di partenza

Corrente e Prese:
230 V / 50 Hz - Spina Tipo F (Schuko) e Spina Tipo L

Quando si decide di visitare una città come Amsterdam, si sceglie di immergersi in una realtà caratterizzata dall’apertura sociale, e non solo, che attira gente di tutti i tipi, da ogni parte del mondo. Camminando per le strade di Amsterdam  si respira un’aria di tolleranza che permette a puritani e fricchettoni di convivere perfettamente in un’atmosfera vivace e dinamica, dove anche le inclinazioni sessuali di ciascuno vengono rispettate ed accolte con semplicità, basti pensare ai tanti punti di ritrovo per lesbiche e omosessuali, alle feste annuali dell’”Amsterdam Pride” e del “Leather Pride”.

 

Già dagli anni ’60 la città era amatissima dagli hippies, gli amanti del pop e della contro cultura e tutti i contestatori dell’epoca. Per certi aspetti una parte dell’anima della città rivive ogni giorno quell’epoca calata nella modernità dei giorni nostri. Parlavamo di apertura, anche nella politica, testimoniata dall’atteggiamento  nei confronti della droga e della prostituzione. E’ questa realtà così speciale che attira tanti turisti nella capitale dei Paesi Bassi, assieme ovviamente alle bellezze paesaggistiche, architettoniche e artistiche. Dobbiamo ricordare, infatti, che in città potrete ammirare lo splendido intrecciarsi di canali, gli edifici monumentali in stile classicista olandese nonché le splendide opere di pittori tra i più amati, tra cui citiamo  Rembrandt e Van Gogh.

Amsterdam spesso viene paragonata a Venezia per via dei canali, ma le due città hanno un loro carattere peculiare e sarebbe riduttivo definire la capitale olandese come la Venezia del nord. Possiede un fascino tutto suo, da scoprire passeggiando lungo le vie cittadine, allegre ed animate a tutte le ore, e che si accendono di mille luci durante la notte, visto che Amsterdam può essere considerata uno dei maggiori centri europei per il divertimento notturno. Oltre a tutto ciò, non dobbiamo dimenticare che Amsterdam, in quanto capitale dei Paesi Bassi, attira visitatori anche per una serie innumerevole di altre ragioni legate alle caratteristiche ed alle tradizioni dell’intero Paese: dai caratteristici mulini a vento, celebrati l’11 maggio con una giornata ad essi dedicata, ai fiori, come quelli che vedrete esposti al Mercato dei fiori che si trova sul canale Singel, ai diamanti e pietre preziose, di cui Amsterdam ne è la capitale storica del commercio iniziato già sul finire del 1500, alla birra, eccellenza nazionale così come il formaggio, ai controversi coffe-shop, sino ad arrivare ai tradizionali prodotti dell’artigianato come gli zoccoli di legno e le ceramiche di Delft.

 

Tutto ciò rende Amsterdam un meta ideale per trascorrere dei giorni splendidi all’insegna delle cultura, dell’arte, delle bellezze paesaggistiche, del divertimento e, perché no, della trasgressione.

Quel che oggi è ed offre una città come Amsterdam è il frutto di una luogo ma coerente percorso storico che ha visto la città evolversi e trasformarsi a seconda delle esigenze dei suoi cittadini, pagando, a volte, il prezzo di questa sua coerenza.

 

 

Nemo

Il piccolo borgo mercantile sorto nei pressi del fiume Amstel, più precisamente nelle vicinanze di una diga naturale del fiume, la Dam, verso la fine del XII secolo, noto come Amstel sul Dam, venne chiamato con l’attuale nome di Amsterdam solo a partire dal 1200 circa. Oggi, al posto dell’antica diga, ha trovato posto la piazza maggiore della città, Piazza Dam. Solo all’inizio del XIII secolo Gwijde van Henegouwen, vescovo di Utrecht, le conferì la dignità di città. Da allora la città si estese lentamente dal centro intorno alla diga, vennero costruiti dei bastioni e scavati dei canali. Nella prima metà del ‘400 Amsterdam si espanse verso est e vennero costruiti nuovi canali, anche se l’economia cittadina era molto semplice e modesta, basata sulla produzione di birra e sulla pesca delle aringhe. Una volta entrata nell’Impero di Borgogna, il suo porto inizio ad avere un ruolo sempre più importante negli scambi con i paesi baltici, tanto che Amsterdam entrò a far parte della potente Lega Anseatica. Amsterdam partecipò alla guerra di resistenza delle Sette province del Nord, la Guerra degli Ottant’anni (1568-1648), aderendo alla Riforma protestante del 1578. In quel periodo la città, con i suoi 30.000 abitanti, era la più popolata dell’Olanda. Considerato già da allora uno dei paesi più tolleranti in Europa, vide numerosi mercanti trasferire qui la propria attività dalla ricca Anversa. Fu proprio la fama di città “aperta”, inoltre, a spingere gli ebrei scacciati dal Portogallo e dalla Spagna e, dopo la revoca dell’Editto di Nantes, anche le ricche famiglie protestanti francesi a trovare rifugio ad Amsterdam. Nacque così la borghesia imprenditoriale di Amsterdam, da allora sempre in primo piano nelle vicende della città, con le attività  mercantile, manifatturiera, alimentata dai prodotti che affluivano dalle colonie asiatiche e americane, e l’industria cantieristica. L’annessione, nel 1580, del Portogallo alla Spagna spinse gli olandesi a cercare una propria via per le Indie orientali e vennero intraprese numerose iniziative tra cui la famosa Compagnia Olandese delle Indie Orientali, la VOC (in olandese, Vereenigde Oost-Indische Compagnie) di cui oltre il 50% del capitale era posseduto dalla città di Amsterdam, non solo vennero coinvolti i mercanti ma anche i cittadini. All’inizio del ‘600 furono fondate la borsa e la banca, che riuscirono a fronteggiare anche il periodo di decadenza della città iniziato nella seconda metà del ‘700.  

 

Accanto ad una fiorente economia, la storia della città venne sempre accompagnata da un pari splendore culturale che culminò, nella metà del XVII secolo, con l’avvio della scuola pittorica che operò Rembrandt, con l’attività filosofica di Cartesio e con la produzione poetica di Bredero, Vondel e Hooft. L’insieme di tutti questi fattori favorevoli, cultura, ricchezza, tolleranza, fecero si che Amsterdam si estese sia in dimensioni che in popolazione, venne costruito l’anello dei canali, nuove architetture sorsero in città, tra cui chiese ed il nuovo municipio, tanto che nel Settecento Amsterdam poteva contare già 200.000 abitanti. A causa della guerra in cui la nazione venne coinvolta nel 1672, il porto di Amsterdam non fu più sicuro per le navi della Compagnia delle Indie, ma ciò non fermò l’economia della città che si dimostrò pronta a fronteggiare la nuova situazione avviando un processo di trasformazione della sua economia da mercantile a finanziaria, tanto da divenire ben presto il centro bancario dei monarchi europei nel finanziamento delle loro costose guerre. Un’ulteriore stop all’economia avvenne quando Napoleone la elesse capitale del Regno d’Olanda nel 1806 e fu costretta a sopportare le spese del blocco continentale anti-francese. Con il Congresso di Vienna la città divenne capitale ufficiale del regno dei Paesi Bassi, ma le funzioni governative furono trasferite all’Aia. Nel corso del secolo diciannovesimo con la costruzione di nuovi canali, la città ritrovò gradualmente la sua antica prosperità, segnata da un nuovo continuo aumento della popolazione. Durante la Seconda guerra mondiale la popolazione di Amsterdam venne duramente colpita, soprattutto gli individui della cospicua parte ebrea i quali vennero in molti casi deportati e uccisi. Testimonianze di tale tragico momento storico sono rappresentate da luoghi come la Casa-Museo di Anne Frank e il Monumento Nazionale in Piazza Dam.

 

Superato il momento difficile del dopoguerra Amsterdam ha intrapreso un nuovo corso per quanto riguarda l’economia, la cultura ed il turismo, questi ultimi spinti soprattutto dal fatto che molti dei suoi antichi edifici sono oggi dei monumenti storici e i suoi canali, parte del Grachtengordel, sono stati aggiunti nella lista UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Tutto ciò conservando quella vocazione alla tolleranza ed al rispetto che la rendono, oggi più che mai, una città speciale meta di molti turisti e giovani da tutto il mondo.

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