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Barcellona

Una città sempre in movimento

Info Rapide

Stato:
Spagna
Regione:
Catalogna
Lingua parlata:
Spagnolo
Moneta:
Euro
Documenti:

Area Schengen: carta d’identità o passaporto

Extra U.E.:soggiorni di breve durata (3 mesi) passaporto valido per almeno tre mesi dopo la data di partenza.

Corrente e Prese:
230 V / 50 Hz - Spina Tipo C e Spina Tipo F

Barcellona è una di quelle città che non visiti semplicemente ma vivi, anche se non vuoi ti coinvolge e ti mostra la sua anima. E’ difficile spiegarlo a parole ma chi ha già avuto modo di recarsi nella città catalana sa come Barcellona si apra alla gente, la accolga offrendo, nel bene e nel male, tutta se stessa. Nonostante una forte identità e un legame indissolubile con la tradizione e la cultura catalana, Barcellona è una città proiettata verso l’esterno, recepisce stimoli da ogni parte del mondo ed accoglie senza chiusure chi voglia eleggerla come dimora, tanto da essere una delle città più multietniche d’Europa e non solo. Forse è proprio la consapevolezza della sua identità, capace di sopravvivere anche al franchismo, a far si che non tema culture e tradizioni diverse, anzi, se ne arricchisca tanto da essere divenuta una delle città più dinamiche del Mondo.

 

Sagrada Familia

In continuo movimento, come il mare che la bagna, Barcellona è una città culturalmente molto vivace, centro di una esponenziale crescita economica, che sa rinnovarsi e sa conciliare perfettamente la sua parte antica con quella moderna, la tradizione con l’avanguardia. Immaginate un multiforme palcoscenico in cui vanno in scena tutto l’anno arte, cultura, cibo, sport, moda, stile, musica e divertimento: semplicemente irresistibile. Nonostante sia la seconda città di Spagna dopo Madrid, con la capitale si contende il primato di  più importante centro economico ed intellettuale del Paese. La città catalana attira turisti da tutto il mondo grazie ad un’offerta davvero vasta: imperdibili le opere dell’architetto Gaudì, da scoprire l’affascinante quartiere gotico, frizzante la rinnovata zona portuale, ricche di proposte le gallerie d’arte ed i musei, coinvolgenti e pittoresche le passeggiate lungo le Ramblas, animata l’invidiabile vita notturna al pari, se non oltre, delle più importanti metropoli mondiali, innumerevoli gli eventi, saporita e stuzzicante l’offerta gastronomica. Tutto questo fa si che ogni anno Barcellona sia eletta la meta preferita di tutto il territorio iberico ed una tra le più visitate in Europa. Non solo, i giovani sempre di più scelgono Barcellona anziché Londra sia per una breve vacanza in cui immergersi nelle bellezze artistiche ed architettoniche di giorno e divertirsi tra una miriade di ristoranti, bar de copas e discoteche la notte, sia per un periodo più lungo, magari in cerca di una nuova esperienza lavorativa e di vita all’estero. La vitalità di Barcellona deve essere ricercata anche nel suo passato, nella sua continua ricerca di autonomia e libertà di esprimere il suo carattere peculiare, nel suo essere da sempre città di incontro tra culture, tradizioni, popoli.  

 

Fondata dai Cartaginesi intorno al 230 a.C. presumibilmente con il nome Barkeno, fu conquistata successivamente dai Romani e resa colonia con il nome di Colonia Favencia Julia Augusta Paterna Barcino. Nei secoli le conquiste si susseguono: dapprima i Visigoti, poi i Mori, sino ad arrivare ai Franchi di Carlo Magno, con la proclamazione di Barcellona a capitale della “Marca Hispanica”. E’ proprio nel periodo in cui i francesi di Carlo Magno scacciarono gli arabi (801 d.C.) che si ritiene ufficialmente iniziata la storia dell’attuale città. Il nome Catalogna deriva da Catalunya, in lingua locale, e comprende le contee della storica Marca Hispanica. Testimonianza dell’influenza francese è che la lingua oggi più vicina al catalano è la langue d’oc, l’antica lingua del sud della Francia.

 

Con l’unione di Catalogna e Aragona, attraverso il matrimonio dei rispettivi discendenti delle due dinastie, ha inizio un periodo di grande prosperità per tutta la zona. Nel XV secolo le nozze tra Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia sanciscono la nascita di una Spagna unita, composta da Castiglia, Catalogna e Aragona. Ma l’attenzione verso la regione catalana viene meno così che Barcellona andrà perdendo gradualmente la sua importanza economica e mercantile, anche a causa dell’affermazione degli scali commerciali d’oltreoceano; comincia a nascere un forte sentimento indipendentista che crescerà sempre di più nei secoli. L’ostilità dei catalani alla dominazione castigliana culminò nella Guerra di Successione (1702-1713), e nel 1714 Barcellona cadde sotto un pesante assedio. La conseguenza fu che Filippo V, oltre a mettere fuori legge la lingua catalana, costruì un enorme forte, La Ciutadella, per tenere sotto controllo i suoi sudditi infedeli. Solo dopo il 1778 alla Catalogna fu concesso di commerciare con l’America e con ciò iniziò una ripresa della regione, tanto che la prima Rivoluzione industriale spagnola, basata sul cotone, iniziò proprio da Barcellona. Nel IXX secolo, fu grazie all’interesse del Romanticismo che la cultura e la lingua catalana non scomparvero. Durante il Rinascimento scrittori e poeti si batterono affinché divenisse nuovamente popolare la lingua della loro gente e contemporaneamente nacque anche un fervente movimento nazionalista appoggiato da membri di tutti i partiti.

 

Casa Milà

All’inizio del nuovo secolo a Barcellona vi fu una vera e propria esplosione demografica dovuta soprattutto ai numerosissimi operai che si recarono in città in cerca di lavoro. Nel 1931, quando si stava formando la Seconda Repubblica Spagnola, vi fu la prima vera dichiarazione di autonomia. I nazionalisti catalani proclamarono una repubblica all’interno di una ‘Federazione Iberica’ e costituirono la “Generalitat de Catalunya”. Ben presto, però, con la guerra civile la Spagna fu costretta ad affrontare un periodo drammatico. Durante i giochi Olimpici del 1936 numerosi atleti arrivati a Barcellona decisero di restare ed entrare a far parte delle Brigate Repubblicane Internazionali, diventate celebri anche grazie a scrittori come Ernest Hemingway e George Orwell. Quando nel 1936 il Fronte Popolare vinse le elezioni, la Catalogna ottenne una vera e propria autonomia che però durò poco visto che la roccaforte dei repubblicani venne occupata e conquistata dall’esercito franchista (1939). Tale accadimento causò l’abbandono della città da parte di migliaia di catalani che preferirono recarsi oltreconfine piuttosto che sottomettersi al “Generalissimo”. Fu questo l’inizio di un periodo buio per Barcellona e la Catalogna: vennero bandite la lingua catalana e la danza caratteristica chiamata Sardana e si cercò, inoltre, di contrastare i movimenti indipendentisti trasferendo immigrati dall’Andalusia. La luce ritornò sulla Catalogna con la morte di Franco nel 1975 e la salita al trono di Spagna di Juan Carlos di Borbone che volle fortemente intraprende un nuovo corso democratico per la Spagna. Venne riconosciuta l’autonomia della regione e fondata la Generalitat, una sorta di parlamento locale. Il Catalano, assieme a Basco e Galiziano, vennero riconosciuti come lingue ufficiali della Spagna e insegnate nelle scuole. Nel 1979, con un referendum popolare, i catalani decisero per l’autonomia regionale e ottennero lo statuto di autonomia.

Negli ultimi decenni Barcellona è cresciuta esponenzialmente e si è sviluppata su servizi ad alto contenuto tecnologico, sull’industria metallurgica, automobilistica e farmaceutica. Le Olimpiadi del 1992 sono state il punto di svolta poiché la città si è preparata ad accoglierle potenziando le sue infrastrutture, la metropolitana, le aree portuali, la rete ferroviaria, l’aeroporto, dando uno straordinario impulso anche al turismo. Nel 2004 Barcellona è stata anche la prima città ad aver ospitato il Forum Universal de las Culturas, e tale evento ha fatto si che Barcellona, per darne una degna sede, sviluppasse una nuova area urbana di circa 30 ettari lungo il litorale balneare tra il porto olimpico di Barcellona e Sant Adrià de Besos. Il nuovo sito comprende un centro congressi, una piazza centrale, parchi, auditorium e il l’edificio Forum disegnato da un famoso studio di architettura all’avanguardia.

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