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Siena

Info Rapide

Stato:
Italia
Regione:
Toscana
Lingua parlata:
Italiano
Moneta:
Euro
Documenti:

Area Schengen: carta d’identità o passaporto

Extra U.E.:soggiorni di breve durata (3 mesi) passaporto valido per almeno tre mesi dopo la data di partenza ed eventuale visto d'ingresso

Corrente e Prese:
230 V / 50 Hz - Spina Tipo F (Schuko) e Spina Tipo L

Le Terre di Siena sono un palcoscenico naturale di assoluta bellezza fatto di cielo e terra, prati e vigneti, greggi e casolari, pievi e borghi che emergono come piccole isole in un grande mare. Un “mondo a se” che ospita tra l’altro quattro luoghi simbolo dichiarati patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, Siena, la città del palio, Pienza, la città ideale voluta da Pio II, San Gimignano, la città delle torri, e le meraviglie della Val d’Orcia. Attraversa queste terre la Cassia, la via storica che mette in comunicazione Siena con Roma.

Per rendersi conto di quanta forza e quanta passione vivano in questa terra, bisogna viverla, percorrendo le sue strade più belle, a piedi, in bici, a cavallo, assaporando la sua cucina, o facendosi coccolare nei numerosi centri termali. A rendere unica l’offerta di benessere nelle Terre di Siena sono i luoghi che ospitano queste terme, dalla vasca medioevale di Bagno Vignoni ai più moderni centri di Chianciano Terme, dall’incanto di Rapolano Terme all’antica nobiltà di San Casciano dei Bagni, dall’armonia di Montepulciano alla natura incontaminata di Castiglione d’Orcia, Petriolo e Radicondoli.

Percorsi a piedi, trekking a cavallo e trekking urbano, itinerari per i bikers, il Trenonatura, romantica alternativa su un vero treno a vapore per percorrere la strada ferroviaria che attraversa la campagna senese, perfino iniziative per bambini, permettono di godere pienamente l’immenso patrimonio naturale delle Terre di Siena, in un paesaggio che cambia a ogni passo. Centinaia di chilometri di sentieri vanno dalla vetta dell’Amiata fino alle pianure della Val di Chiana, dai recessi antichi della Montagnola ai paradisi di ruralità del Chianti e dell’Orcia, fino alla Val di Merse e all’Alta Val d’Elsa. Sarà possibile conoscere aree verdi protette e tutelate. L’Amministrazione Provinciale di Siena ha istituito nel 1996 14 riserve naturali estese su un territorio complessivo di ottomila ettari, per preservare intatto l’immenso valore della flora e della fauna del territorio.

Per gli amanti della buona cucina, le Terre di Siena sono una miniera di sapori, frutto di un’agricoltura antica nella tradizione, attualissima nella tecnica e rispettosa dell’ambiente. 5 vini DOCG (Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Chianti classico, Vernaccia di San Gimignano, Chianti di colli senesi), 3 olii extra vergini di oliva (DOP Terre di Siena, DOP Chianti classico e IGP Toscano), ma anche salumi, carni, spezie, frutta, dolci, concorrono alla realizzazione di ricette gustose e “sane” per tutti.

 

IL CHIANTI

A cavallo tra le province di Firenze, Siena e Arezzo, il Chianti è la terra dell’armonia, un luogo in cui lo stretto rapporto tra uomo e natura ha dato origine alla diffusione sul territorio di tanti piccoli borghi, pievi e casolari, oggi trasformati in agriturismi. Boschi e vigneti, borghi isolati e strade che inseguono l’allegra morfologia di una terra riservata e orgogliosa del suo sangue blu. Nel Chianti si pedala e si cammina senza fretta, grazie a strade sterrate a misura d’uomo.

La cucina del Chianti è il riflesso di un’economia che fu mezzadrile e che in città mandava prodotti, ingredienti e ricette. Il tanto apprezzato vino lo portarono gli Etruschi. Altre tipicità chiantigiane sono il pane, che si mantiene buono tutta la settimana, la ribollita, la pappa col pomodoro, il cacio, le spezie. Le carni sono tra le migliori del mondo, i dolci sono un piacere vero (e genuino) per i golosi. E poi c’è il vinsanto chiantigiano, che non è né dolce né secco: è semplicemente vinsanto.

Lungo la Via Chiantigiana, importante via di comunicazione che collegava Firenze a Siena prima della costruzione dell’autostrada, si trovano alcuni dei centri più importanti della zona.

Il piccolo centro di Greve in Chianti si sviluppò fin dal XIII secolo come mercatale, in quanto posto all’incrocio di due strade principali che collegavano Firenze a Siena e il Valdarno Superiore alla Val d’Elsa. Ogni anno, nel mese di settembre, la piazza principale ospita un’importante Mostra Mercato del Chianti Classico. Continuando per la via Chiantigiana si raggiunge Panzano, antico e suggestivo borgo posto tra vigneti e oliveti, dominato da una imponente chiesa e dal castello, ancora in buono stato di conservazione. Poco più a sud è Radda in Chianti, località nota fin dal Medioevo perché fu sede della Lega del Chianti che comprendeva anche Castellina, Gaiole e Greve. Da non perdere il Palazzo Pretorio del XV secolo, decorato con gli stemmi podestarili, ma anche la vista sulle viuzze del centro antico, sugli orti che sono cintati di muretti a secco e dai quali si ricava l’essenza del Chianti. Oggi Radda è la sede della Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico, ospitata nel complesso monastico di Santa Maria a Prato.

A sud-ovest di Radda si trova Castellina in Chianti, sicuramente il centro più importante posto lungo la via Chiantigiana, trasformato nel tempo in un luogo di villeggiatura molto rinomato. Castellina sorge su una collina che domina le valli dell’Arbia, della Pesa e dell’Elsa. Il ritrovamento di un tumulo del VII-VI secolo a.C., poco fuori dal centro abitato, fa pensare ad un insediamento di origine Etrusca, anche se i primi documenti su Castellina risalgono al XI secolo e la citano come possedimento del Castello del Trebbio (località oggi conosciuta con il nome di Trebbia) dei Conti Guidi; nel XIII secolo il centro entrò a far parte della Lega del Chianti, divenendo capoluogo di uno dei terzieri, mentre in epoca medioevale fu un importante punto strategico militare, spesso conteso nella guerra tra Firenze e Siena. A testimonianza del passato medioevale di Castellina è Via delle Volte, un corridoio seminterrato con strette aperture nelle mura che offrono panorami affascinanti e indimenticabili. Poco più a sud si incontra Gaiole in Chianti, che non ha origini militare, ma di commercio. Il cuore di Gaiole è Via Ricasoli, lungo la quale si svolse, e tuttora si svolge, la mercatura e la vita del paese. La cittadina offre oggi opportunità di shopping enogastronomico ed alcune strutture alberghiere di qualità.

Proseguendo verso Siena si arriva a Castelnuovo Berardenga, nella parte meridionale del Chianti, dove è già possibile ammirare il fantastico paesaggio delle Crete Senesi. Antico nucleo risalente al IX secolo, conserva nel centro storico la trecentesca Torre dell’Orologio, la Chiesa dei Santi Giusto e Clemente e il Museo del Paesaggio, mentre la presenza di un tratto di mura testimoniano il periodo feudale. Assolutamente da non perdere Villa Chigi Saracini di eccelsa eleganza architettonica e arricchita da un parco ottocentesco di notevolissima importanza botanica.

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VAL D’ELSA

Tra Firenze e Siena, la Val d’Elsa è un tratto di terra molto suggestivo, uno scenario naturale pieno di vigneti e oliveti che regalano prodotti di grande qualità, famosi in tutto il mondo.

Importante è il patrimonio storico-artistico, con le sue pievi, le chiese, i monumenti antichi e le nobili residenze, ricca è la tradizione gastronomica, con la presenza di molte taverne, osterie, trattorie e ristoranti che offrono specialità tipiche locali; gli agriturismi sono le strutture-ricettive più diffuse; alcuni sono ricavati da antichi casolari e ville, altri sono eleganti strutture moderne dotate di ogni comfort. La zona si è distinta fin dal Medioevo per la lavorazione del vetro e dello zafferano. Nelle sue vetrerie arrivavano giovani di tutta Europa per imparare l’arte del vetro.

A metà strada tra San Gimignano e Pienza, Monteriggioni è uno dei più noti borghi murati d’Italia. La fortezza era in origine circondata dalle “Carbonaie”, un fossato riempito di carbone, il quale durante gli assalti veniva incendiato. Il borgo si sviluppa intorno a Piazza Roma, sulla quale si affaccia la Chiesa di Santa Maria Assunta. Colle Val d’Elsa è una cittadina distribuita su tre livelli: il Borgo, dal quale si accede dalla maestosa Porta Nuova, definito da nobili palazzi cinque-seicenteschi, il Castello o Colle Alta, che ancora oggi conserva l’aspetto di borgo medioevale, luogo del potere civile e religioso, e il Piano o Colle Bassa, caratterizzato dall’antico borgo di Spugna che sfruttava le acque dell’Elsa per la lavorazione della lana, le cartiere e le vetrerie. Percorrendo Via di Castello, la via principale, si incontrano la casa-torre del paesano architetto Arnolfo di Cambio, il trecentesco palazzo dei Priori, oggi sede del Museo di Arte Sacra, il Museo Civico, il Duomo opera barocca custode di un Crocifisso attribuito al Giambologna. Su Piazza Duomo si affaccia il trecentesco Palazzo Pretorio con il Museo Archeologico, mentre fuori Porta Nuova è il Santuario di Santa Maria delle Grazie, con affreschi di scuola senese del Quattrocento.

Casole d’Elsa sorge su di un colle che domina la parte sud-ovest della valle. Di notevole  interesse è la Collegiata, nella quale si ammirano resti di un affresco a tema del Giudizio Universale di un pittore di scuola duccesca e soprattutto il cenotafio di Messer Porrina, trecentesco capolavoro di Marco Romano. Nel museo, inoltre, sono conservati importanti reperti archeologici che testimoniano il divenire protostorico della Valle. Di notevole interesse sono anche la Canonica. Poggibonsi ha una storia affascinante, dovuta alla sua posizione strategica. Fu il borgo attorno al castello di Marturi, la potentissima abbazia benedettina, dove si ebbe il primo insediamento lungo la Francigena. I Fiorentini lo distrussero ma già nel Duecento questo centro era uno dei più importanti mercati “gigliati”. Oggi la cittadina è all’avanguardia nella produzione del mobile, in quella meccanica e in quella elettronica, oltre a conservare un tessuto artigiano di assoluto rispetto. Una visita comincia dalla Fonte delle Fate, una grande fontana a sei arcate a doppia ogiva progettata da Balugano da Crema in stile senese, e costruita attorno al Duecento in prezioso filaretto di travertino senese.

Radicondoli ha una storia di almeno mille anni, già dei vescovi volterrani, poi degli Aldobrandeschi, infine sottomesso a Siena. Dell’antica cinta di mura restano alcuni tratti, delle tre porte solo quella a Olla, delle atmosfere medievali così comuni alla Val d’Elsa resta la sensazione di essere fuori dal tempo, ammirando la Collegiata e la pieve romanica di San Simone o semplicemente vagando per i vicoli. Qui si avverte la nobiltà rurale: scandita nei secoli dal commercio della lana, del legno, dei prodotti del bosco e di un’agricoltura che è rimasta aristocratica. San Gimignano è la città delle torri. Già feudo dei vescovi di Volterra, e prima ancora insediamento etrusco e poi romano, San Gimignano si affranca nel Duecento e cade definitivamente sotto Firenze un secolo e mezzo dopo. La città si articola ancora sull’antico impianto con il tracciato della Francigena e con l’antica strada fiorentina. Sulla sommità della collina si aprono le due piazze principali, quella della Cisterna e quella del Duomo, con il Palazzo del Comune e appunto il Duomo. Le torri sono appunto un’attrattiva della cittadina, ma altrettanto degni di nota sono la Collegiata, il Palazzo del Popolo e la Cappella di Santa Fina.

 

VAL DI MERSE

La Val di Merse è natura allo stato puro, verde, incontaminata, una terra dal carattere discreto e riservato che si scopre poco a poco.La ricchezza economica della zona si basa sull’abbondanza di legname e sulla presenza di zone estrattive, specialmente di carbone, risorsa importante durante i periodi di crisi dell’agricoltura. Nella valle si possono incontrare stabilimenti termali con acqua calda, come quelli delle famose Terme di Petriolo, le preferite di Papa Pio XII, ma anche Riserve Naturali, come quelle dell’Alta Merse. Tanti sono i modi per percorrerla, a piedi o a cavallo per vivere un’esperienza indimenticabile, ma anche in bici, grazie ai numerosi percorsi alla portata di tutti.

Profumi e sapori si sono tramandati di casa in casa, di famiglia in famiglia, e ancora oggi danno luogo a una cucina ricca e genuina. Le specialità sono molte, i funghi soprattutto, di qualsiasi tipo, abbinati in ricette semplici, come quella dei “funghi trifolati” o in alcune più elaborate, come l’“acqua cotta” o le “cappellette grigliate alla Nepitella”.

Chiusdino, in magnifica posizione, affacciata sulla Valle della Merse e sulle Colline Metallifere tra boschi e pascoli, fu sottoposta al dominio dei Vescovi di Volterra, e nel XIII secolo al Comune di Siena. Degni di nota sono la Chiesa di San Martino, detta “fuori le mura”, la Prepositura di San Michele, attigua alla casa natale di San Galgano, la Chiesa della Compagnia di San Galgano, con un interessante bassorilievo quattrocentesco raffigurante San Galgano che conficca la spada nella roccia, l’abbazia cistercense di San Galgano e l’eremo di Monte Siepi. Nei dintorni meritano una visita il borgo-castello di Frosini, antica residenza dei Conti della Gherardesca, Luriano, Castelletto e il castello di Montalcinello.

Monticiano si trova su una collina che sovrasta il corso del fiume Merse, a poca distanza dal complesso abbaziale di San Galgano, ed abbraccia un territorio integro e selvaggio, aspro e ospitale allo stesso tempo. La Chiesa di Sant’Agostino, con la sala capitolare dell’ex convento decorata con affreschi di Bartolo di Fredi, Guidoriccio Cozzarelli e Giovanni di Paolo, è uno dei più antichi eremi dell’ordine agostiniano. Da vedere anche la frazione di San Lorenzo a Merse e il piccolo borgo di Castello di Tocchi.

Murlo, borgo-castello, in magnifica posizione verso la valle dell’Ombrone e il colle di Montalcino, lega le proprie origini alla civiltà etrusca, come testimoniano i ritrovamenti di Poggio Civitate e Poggio Aguzzo. Il castello di Murlo risale al periodo medievale (XII secolo), epoca in cui fu centro principale del Feudo dei vescovi di Siena o Vescovado.

Sovicille si trova circa 10 km ad ovest di Siena, sull’antica via Maremmana che collegava l’entroterra senese con la costa tirrenica, in una zona storicamente molto rilevante in quanto già abitata dall’età della pietra, ma anche in epoca etrusca e romana. Nel comune di Sovicille sono presenti tutte le caratteristiche che identificano l’intera Val di Merse: boschi in zona collinare e terreni coltivati nelle fertili pianure del fondovalle. Il patrimonio storico-artistico del territorio vanta una diffusa presenza di pievi romaniche e abbazie come San Giusto a Balli, Pernina, Molli, Ponte allo Spino, Torri, ma anche di ville, tra le quali segnaliamo la seicentesca Villa Cetinale, Villa Celsa  e la settecentesca Villa Linari.

 

VAL D’ORCIA

Nel cuore della Terra di Siena, la Val d’Orcia è una terra piena di fascino, di sapori, profumi e colori, oggetto d’attenzione dei pittori di Scuola Senese del periodo rinascimentale, meta dei più grandi viaggiatori europei e raccontata dai maggiori scrittori della letteratura italiana ed internazionale. La compongono le colline, i calanchi, il corso sinuoso del piccolo fiume Orcia, ordinati filari di cipressi, l’andamento tranquillo delle strade. Sui colli, borghi e monumenti isolati di straordinario fascino sbucano qua e la tra i boschi di querce, gli oliveti, i vigneti dove si producono il Brunello e gli altri grandi vini di questa parte di Toscana. A occidente chiude il paesaggio il Monte Amiata, il più alto vulcano spento d’Italia.

Il paesaggio della Val d’Orcia è solcato dal tracciato medievale della via Cassia, lungo la quale si trovano i centri di San Quirico, Castiglione, Radicofani, e sul diverticolo per la Valdichiana, Pienza e Montepulciano. Proprio grazie alla presenza della grande via che collegava Roma al nord d’Italia e ai paesi d’Oltralpe, il sistema insediativo della valle si incrementò decisamente intorno al X-XI secolo, epoca in cui l’affermarsi della feudalità portò all’organizzazione di un sistema di castelli e fortilizi. La valle può essere vissuta grazie ai numerosi sentieri che si possono imboccare a piedi o a cavallo, ma anche ad altri mezzi che permettono di apprezzarla rispettando l’ambiente, come ad esempio il Treno Natura. E non occorre essere dei camminatori o dei cicloturisti provetti, basta semplicemente seguire uno dei tanti percorsi segnati. Gli amanti del vino possono salire a Montalcino attraversando i vigneti del Brunello, chi preferisce i panorami può seguire il crinale tra Radicofani e Contignano, di fronte all’Amiata, il sentiero delle gole dell’Orcia offre ambienti e flora mediterranei, mentre  salendo da Castiglione d’Orcia al Vivo ci si immerge nelle foreste del vulcano. Tra Monticchiello e Pienza si ammirano i suggestivi profili ondulati dei colli che sembrano infiniti. Vi segnaliamo anche il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia, riconosciuto dalla Regione Toscana come ANPIL (Area Naturale Protetta di Interesse Locale), vocato alla tutela dell’ambiente.

I prodotti enogastronomici sono tutti di ottima qualità e sono l’olio, lo zafferano, coltivato ed esportato fin dal Medioevo, i formaggi, in particolare il famoso Pecorino di Pienza, e i vini rossi, come il Brunello, prodotto fin dal XIX secolo.

Un ipotetico itinerario potrebbe partire da San Quirico d’Orcia, antico centro un tempo meta di molti pellegrini, poichè collegava Siena a Roma. Il centro, chiuso da una cinta di mura, è praticamente intatto. Degne di nota sono la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, con i suoi magnifici portali romanico-gotici, la chiesa della Misericordia, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Chigi e Santa Maria di Vitaleta. Nei dintorni di san Quirico, la Rocca d’Orcia è piccolo borgo medievale posto su un’altura dalla quale si possono ammirare stupendi panorami della Valle. La Rocca, risalente al XII secolo, è oggi sede di esposizioni temporanee.

A pochi chilometri ecco Pienza, un piccolo gioiello urbanistico, voluta da Pio II Piccolomini, una cittadina minuscola che si attraversa a piedi in cinque minuti. Il centro della città è la piazza dedicata a Pio II, costruita da Bernardo Rossellino, sulla quale si affacciano la Cattedrale e i Palazzi Borgia, Piccolomini e Comunale. Degni di nota sono la Cattedrale, con il campanile di forma ottagonale, custode di alcune pale realizzate da artisti di scuola senese, Palazzo Piccolomini, abitazione privata di Papa Pio II, il Palazzo Comunale, costruito dopo il 1462 e oggi sede del Comune, e la Chiesa di San Francesco, con il suo bel portale gotico e le pareti affrescate da episodi della vita di San Francesco. Particolari sono i nomi delle strade e delle vie. Da non perdere è il borgo di Monticchiello, cinto dalle mura duecentesche e celebre per il teatro popolare, mentre più a sud è Bagno Vignoni, stazione termale nata in epoca medioevale, nota per la piazza d’acqua che ospitò in passato illustri personaggi da Caterina da Siena a Lorenzo il Magnifico. Sul pendio che digrada verso il fiume, il Parco dei Mulini è un’interessante testimonianza di costruzioni e tecniche di utilizzo delle acque che risalgono al Medioevo. Il borgo di Montalcino è conosciuto in primo luogo per il suo vino, il Brunello, ma anche per la sua splendida Rocca, costruita dai senesi, oggi un’enoteca dove si possono degustare vini accompagnati da stuzzichini di salumi e formaggi. Nel centro storico meritano una visita anche le chiese di Sant’Agostino e Sant’Egidio (risalenti al XIV secolo), e il Museo Civico e Diocesano, dove sono conservate pitture e sculture dal XIV al XX secolo, e terrecotte robbiane. Da Castelnuovo dell’Abate si raggiunge l’abbazia di Sant’Antimo, uno dei capolavori del romanico in Italia.

Quasi alle pendici del Monte Amiata, Castiglione d’Orcia è il paese che segna il confine tra la Valle e i boschi dell’Amiata Antico, noto per la produzione di un ottimo olio extravergine d’oliva. Antico possedimento degli Aldobrandeschi, fu contesa nel XIV secolo tra i Salimbeni e Siena. Centro del borgo è la piazza dedicata al pittore e scultore Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta, sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale, notevole così come le chiese di Santa Maria Maddalena e dei Santi Stefano e Degna. Dominano il centro i resti della Rocca Aldobrandesca e la magnifica Rocca a Tentennano. Tra le frazioni citiamo in particolare Vivo d’Orcia, meta di villeggiatura al margine delle faggete dell’Amiata, immersa in un paesaggio ricco di cascate dove sorge una grande villa cinquecentesca di proprietà dei Conti Cervini, in precedenza monastero camaldolese. A poca distanza dal centro è l’Eremo del Vivo (o “Contea”), un palazzo di forme tardorinascimentali progettato da Antonio da Sangallo il giovane. Dalle sorgenti dell’acquedotto del Vivo, che rifornisce Siena e la Val di Chiana, una salita tra faggi e castagni porta alla chiesetta dell’Ermicciolo e ai caratteristici “seccatoi” o meglio, secondo alcuni esperti, il primo nucleo abitativo di Vivo d’Orcia, un borgo medievale posto lungo il fiume Vivo.

Sempre nei dintorni di Castiglione, meritano una visita Campiglia d’Orcia e il trecentesco Castello di Ripa d’Orcia, ancora in buono stato di conservazione.

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VAL DI CHIANA

Compresa tra le province di Arezzo e di Siena, in Toscana, e tra quelle di Perugia e di Terni, in Umbria, la Val di Chiana lega la propria storia alla civiltà etrusca, la cui memoria accompagna la quotidianità e si ritrova nelle usanze, negli usi contadini, nella cucina più tipica, in alcuni vocaboli  o nei toponimi dei luoghi.

Dal punto di vista gastronomico, Val di Chiana vuol dire olio extravergine d’oliva, derivato da olive ancora colte a mano, formaggio (cacio) pecorino di puro latte di pecore allevate all’aperto, vino Nobile di Montepulciano, carne chianina, quella dalla quale si traggono le gigantesche fiorentine da cuocere rigorosamente alla brace.

I chiari, così chiamati dagli abitanti della zona, sono il lago di Chiusi e quello di Montepulciano, ciò che rimane della palude che un tempo occupava la valle. Gli etruschi lo chiamavano “chiaro di luna”, e fin dall’antichità si sono succedute numerose leggende e credenze sul suo conto. Attualmente riveste grande importanza per le molte specie di pesci che lo popolano ed è un paradiso per gli amanti della natura. Nella zona sud le due torri “Beccati questo” e “Beccati quello” sono testimoni di antiche rivalità tra senesi e perugini.

I borghi e le cittadine sembrano disposti secondo uno schema preciso, quasi matematico, che li vuole posti a poca distanza l’uno dall’altro.La piccola e curata Cetona ha origine etrusca. Degni di nota sono la Chiesa della Santissima

Trinità, costruita tra il 1471 e il 1475 e custode di un ciclo di affreschi del Pinturicchio, la Chiesa di San Michele Arcangelo, dove si conservano affreschi di scuola senese ed altri attributi a Cola Petruccioli, e Palazzo Vitelli, edificato nella seconda metà del XVI secolo. Passeggiando per le sue vie sarà facile incrociare volti noti e notissimi di famosi personaggi, che hanno trovato in Cetona il luogo ideale dove stare un po’ tranquilli. Nelle vicinanze, sono visitabili invece grotte che furono abitate in epoca preistorica.

Chianciano Terme lega la sua fama alle sue treme. Dall’epoca etrusca Chianciano Terme si è evoluta fino a diventare un esempio assoluto di “città termale”, moderna e perfettamente attrezzata, che tuttavia non rinnega le proprie radici e mantiene gelosamente in un centro storico fra i più graziosi del territorio.

Chiusi, posta all’apice inferiore della Valdichiana,  è stata particolarmente interessata alle vicende legate alla bonifica della Valle, almeno a partire dal XVI secolo, affermandosi poi grazie alla sua collocazione in un punto nodale per il controllo delle comunicazioni in direzione nord-sud ed est-ovest. Di probabile origine umbra, è però riconosciuta come etrusca col nome di Chamars, raggiungendo il massimo splendore nel periodo etrusco e in particolare nel VII-VI secolo a.C.. Le vestigia etrusche sono rappresentate dalla cosiddetta “piscina etrusca”, una piscina del I secolo a.C. posta sotto il campanile e, nei dintorni, da alcune tombe monumentali della necropoli, del V secolo a.C.. Il Museo nazionale etrusco è ricchissimo di reperti di età etrusca e romana, urne cinerarie villanoviane, ceramiche di varie epoche, statue funerarie, cippi decorati, sculture architettoniche, urne di età ellenistica e infine lapidi, urne e bronzi di età romana. Si ritrovano anche tracce medioevali con la torre della Rocca del XII secolo. Tra gli edifici religiosi citiamo la Basilica cattedrale di S. Secondiano, ricostruita nel 552 sulla primitiva Basilica paleocristiana del IV – V secolo, la Chiesa di San Francesco, fondata nel XIII secolo e custode nel portale di sculture romaniche, la Chiesa di S. Maria della Morte, fondata nel XIII secolo e restaurata nel primo Novecento. Tra i Palazzi segnaliamo in particolare il Palazzo Comunale, Palazzo Petrozzi, Palazzo della Ciaia (XIV secolo) e Palazzo Bonci-Casuccini (XV secolo).

Montepulciano, di origine etrusca, libero comune dal XIII secolo e a lungo oggetto delle  Siena e Firenze, è detta “Perla del Cinquecento” per le opere lasciate da famosi artisti del Rinascimento quali il Vignola, il Sangallo e il Peruzzi. Il Museo, riaperto da qualche anno, contiene una pregevole raccolta di pittori senesi. In estate si svolge il Cantiere Internazionale d’Arte. Numerose le manifestazioni che si svolgono durante l’anno: il “Bruscello”, spettacolo folcloristico di origine medioevale, la “Mostra Interprovinciale dell’artigianato”, nella Fortezza Medicea, che espone i migliori elaborati degli artisti Toscani, “Il Bravio delle Botti”, corsa per le vie della città che vede impegnate le varie contrade. Notevole è anche la qualità dei vini.

La piccolissima San Casciano Bagni è a un passo dal Lazio e dall’Umbria. Importante stazione termale, è costituita da un nucleo medioevale con strade strette e pittoresche. Nel centro storico citiamo in particolare la collegiata di San Casciano, risalente all’anno 1000, al cui interno si conservano resti di affreschi primitivi. Poco lontano si può ammirare l’oratorio della Concezione, piccola cappella cinquecentesca con affreschi. L’edificio più interessante sorge invece presso lo stabilimento termale, detto Bagno del Portico per la presenza di un ampio porticato in travertino che lo precede, ed è la Chiesa di Santa Maria ad Balnea, con una sola navata e pareti decorate da affreschi di epoche diverse. Le acque termali, utilizzate per la cura delle malattie reumatiche, sgorgano a temperatura da 39 a 43 °C e sono ricche di sostanze solfato – bicarbonato – alcalino – terrose e variamente radioattive. Nei dintorni si segnalano il piccolo paese di Celle sul Rigo, sulla strada per Radicofani, ed il caratteristico maniero di Fighine del XI secolo.

Sarteano ha una storia molto antica, testimoniata da continui ritrovamenti archeologici che la collocano fra i centri etruschi più importanti della zona. Molte sono le sue bellezze, a cominciare dal centro storico, un dedalo di stradine che s’inerpicano fino alla rocca, dalla quale si potrà godere di un panorama vastissimo; e poi palazzi rinascimentali, piazze e splendide piscine circondate da parchi lussureggianti.

Sinalunga domina la val di Chiana, sovrastandola dall’alto di un colle. Anticamente era un avamposto militare, e ancora oggi, per raggiungere il centro storico occorre inerpicarsi su una strada che sale ripida fino al colle, altissimo. Il suo è un patrimonio di chiese e palazzi dal fascino intatto, tra i quali citiamo in particolare la cinquecentesca Collegiata di San Martino, la Chiesa di Santa Croce, custode di un bellissimo dipinto su tavola della scuola di Luca Signorelli, la Chiesa del Chiodo, dove si conserva un affresco del 1464 raffigurante un presepe, il Palazzo Pretorio e l’Antiquarium, centro di raccolta e di esposizione di reperti dell’antichità.

Torrita di Siena è una città fortificata dall’aspetto elegante, pur essendo ancora circondata dalle mura medioevali. Varcate le sue porte ci si trova davanti a tante botteghe artigiane e graziosi palazzi. Qui vicino nacque un certo Ghino di Tacco, leggendario Robin Hood di Toscana.

La piccolissima Trequanda è raccolta attorno ad una piazzetta da fiaba, sulla quale si affaccia una chiesina dall’insolita facciata a conci bianchi e neri, in un’atmosfera tranquilla, serena, quasi irreale. Tanto c’è da scoprire, natura ancora, tradizioni, prodotti agricoli..

 

MONTE AMIATA

Il monte Amiata è un angolo prezioso di Toscana compreso nelle province di Siena e Grosseto, che domina dall’alto dei suoi 1738 metri le vallate circostanti (val d’Orcia, val di Paglia), la superba piana della Maremma, le dolci colline senesi e il Lago di Bolsena.

La storia dell’Amiata conosce un momento particolare dalla seconda metà delXIX secolo, quando la scoperta di straordinari giacimenti di cinabro cambia profondamente la vita della gente, fino a quel momento abituata a polenta e acqua. Acque benefiche scorrono nelle vene della montagna, grazie alle quali sono nati i bagni termali di San Filippo, che permettono di rilassarsi tra una tappa e l’altra.

Abbadia San Salvatore lega le proprie vicende storiche e sociali alla presenza dell’Abbazia di San Salvatore, ente religioso che ha svolto un ruolo fondamentale nella cristianizzazione della montagna. La chiesa abbaziale presenta caratteristiche di architettura romanica e la facciata nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni. Da non perdere una visita alla cripta che ha una pianta a croce latina e presenta 13 piccole navate delimitate da colonne tutte diverse tra loro con capitelli caratterizzati da sculture romaniche. Anticamente l’Abbazia era circondata da mura difensive. Tra le chiese fuori le mura si ricordano la Madonna dei Remedi (XVII secolo) e, sulla strada che invece va verso la montagna, la Madonna del Castagno (XVI secolo) costruita al posto di una cappella votiva dedicata alla Madonna. Fuori dal centro abitato, immerso tra i castagni, si trova il piccolo oratorio dell’Ermeta in cui è conservato un crocifisso di legno intagliato frequentemente venerato dalla gente del posto. Il borgo medievale si raggiunge oltrepassando la Porta Castello, nota anche come Porta della Badia in quanto metteva in contatto il borgo medievale con l’Abbazia.

Piancastagnaio, al confine con il Lazio e l’Umbria, è un paese di origini medievali caratterizzato  dall’uso della pietra grigia. In origine il borgo era un possedimento dell’Abbazia di San Salvatore, conteso poi tra gli stessi monaci, gli Orvietani, gli Aldobrandeschi, gli Orsini di Pitigliano e la Repubblica di Siena che, nel 1415, si aggiudicò la contesa. Degni di nota sono il convento francescano di San Bartolomeo, la Rocca Aldobrandesca del XII secolo, il Palazzo Pretorio, del quale rimangono la struttura ed una bifora cieca, il Palazzo del Podestà, la Loggia della Mercanzia, la Chiesa di Santa Maria de Cuntaria, di origini romaniche ma di struttura gotica, l’imponente Palazzo del Marchese, caratterizzato da forme tardorinascimentali, e la duecentesca Chiesa della Madonna delle Grazie. Poco fuori dal borgo medievale si trova il Santuario della Madonna di San Pietro (XII secolo) legato ad eventi miracolosi.

Sul confine con la Val d’Orcia, Radicofani è una delle più imponenti fortezze della Toscana, che ha controllato per secoli il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. Anche se il sito è stato utilizzato da Etruschi e Romani, la fortezza è sorta poco prima del Mille, è stata più volte modificata, ed è stata rafforzata nel Cinquecento con dei bastioni capaci di resistere alle artiglierie. La Torre, ricostruita nel Novecento, offre uno straordinario panorama sulla Val d’Orcia, l’Amiata, l’Appennino e i laghi Trasimeno e di Bolsena. Le chiese di San Pietro (secolo XIII) e Sant’Agata conservano una notevole raccolta di terrecotte robbiane e statue lignee. Il severo Palazzo Pretorio ospita oggi il Comune.

Castiglione d’Orcia segna il confine tra le foreste del Monte Amiata e la Val d’Orcia. Antico possedimento degli Aldobrandeschi, fu contesa nel Trecento tra i Salimbeni e Siena. Centro del borgo è la piazza dedicata al pittore e scultore Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta, sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale, notevole insieme alle chiese di Santa Maria Maddalena e dei Santi Stefano e Degna. Dominano il centro i resti della Rocca Aldobrandesca e la magnifica Rocca a Tentennano. Degno di una visita anche il centro storico di Campiglia d’Orcia, che ha mantenuto i caratteri medievali con suggestivi vicoli, strette scalinate di collegamento e percorsi coperti.

 

LE CRETE

Il lembo di terra a sud-est di Siena è rappresentato dal paesaggio delle Crete, uno tra i più belli d’Italia. Un territorio argilloso, percorso da strade sinuose, un territorio di grande fascino e quasi irreale per il colore grigio delle crete e per il giallo che tende all’arancione del tramonto, colori che cambiano con l’alternarsi delle stagioni.

Molti gli itinerari naturalistici percorribili, così come molti e di ottima qualità sono i prodotti agricoli che nascono da questa terra, grazie alle distese di pascoli verdeggianti che si aprono intorno ad esse, alle coltivazioni di girasoli, ai campi di grano, ai vigneti. Alcune tipicità sono il Brunello di Montalcino, il tartufo, il carciofo di Chiusure, il miele, prodotti che si ritrovano al Mercatino delle Crete Senesi, ogni seconda domenica del mese ad Asciano accanto a prodotti dell’artigianato locale.

Ovunque sono borghi medioevali, pievi, castelli e rocche fortificate, ma soprattutto gli antichi poderi che testimoniano la civiltà contadina di queste zone. Il borgo medievale di Asciano è tra i più affascinati. Abitata dagli antichi Etruschi, è crocevia di strade antiche, come la Lauretana, la via di Rapolano e la strada bianca di Monte Sante Marie. Da non perdere la basilica di Sant’Agata, risalente all’XI secolo e successivamente modificata, il vicino Museo di Arte Sacra, sede di una collezione di opere trecentesche e quattrocentesche. Su Corso Matteotti si affacciano la Chiesa di San Bernardino (sede del Museo Etrusco) e la chiesa tardogotica di Sant’Agostino. Molto bella per l’essenzialità della sua architettura è anche la duecentesca Chiesa di San Francesco (XIII sec). A pochi chilometri di distanza è l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, fondata da Bernardo Tolomei, uno dei complessi monastici più importanti di tutto il senese.

Buonconvento è storicamente parlando luogo d’incontri e scambi, e a testimonianza di un passato importante, nella sua pianta rettangolare conserva diversi edifici monumentali. In particolare sulla facciata del palazzo comunale si possono tuttora vedere ben 25 stemmi dei podestà che l’hanno governata fino al 1270. Una tappa da non perdere è sicuramente il Museo di Arte Sacra della Val d’Arbia, nel quale sono radunate le opere provenienti da chiese e pievi sparse sul territorio delle Crete.

Ai tempi dell’antica Repubblica senese, Monteroni d’Arbia era una fattoria importantissima. Ancora oggi Monteroni si esprime con una consistente produzione artigianale, e a testimonianza della sua importanza come centro di produzione agricola è il trecentesco mulino fortificato facilmente visibile per la sua grande torre in mattoni di cotto. Sulla strada che la unisce a Siena un’altra tappa rilevante è la monumentale fattoria di Cuna, straordinaria grancia fortificata che faceva parte del Santa Maria della Scala.

Percorrendo la Cassia in direzione di Buonconvento si arriva al borgo di Lucignano d’Arbia, villaggio fortificato in cui merita una visita la pieve romanica di San Giovanni Battista, affrescata nel VI secolo da Arcangelo Salimbeni.

Rapolano Terme, al confine con la Val di Chiana e i boschi del Chianti, apre un’incomparabile finestra sulle Crete, che appaiono come uno sconfinato campo di grano costellato di piccoli borghi, pievi, poderi e strade bianche apparentemente senza meta. Rapolano è sinonimo di acque termali, e le sue terme sono i luoghi giusti per trovare piacere nei vapori e regalare al corpo e alla mente momenti di relax. I dintorni sono impreziositi da borghi, castelli, fortificazioni e tracce di insediamenti etruschi e romani.

San Giovanni d’Asso è il regno del tartufo bianco, celebrato nella tradizionale Mostra Mercato ospitata ogni mese di novembre nel Castello che si erge dal “Borghetto”, la parte più alta del paese. Meritano una visita la Chiesa di San Giovanni Battista e, nella parte bassa, la Chiesa di San Pietro in Villore (XI – XII secolo). Da non perdere anche  i dintorni, ovvero il piccolo borgo e il castello di Monterongriffoli, le frazioni rurali di Vergelle, Lucignano d’Asso, Montisi e la straordinaria strada bianca di Pieve a Salti.

www.cretesenesi.com

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